Bobbio e la Val Trebbia

Bobbio dall'alto - foto © Enrico Mingardoil Ponte Gobbo - foto © Enrico MingardoBobbio: festa di San Colombano - foto © Enrico MingardoAnsa del Trebbia a Brugnello- foto © Enrico MingardoBobbio: portone - foto © Enrico Mingardo

Bobbio, ridente località di villeggiatura si trova a 272 metri di altitudine, resa famosa dall’abbazia di San Colombano fondata nel 614 e dai numerosi storici monumenti. Oggi è nota per i suoi numerosi monumenti tra cui spiccano appunto l’Abbazia di San Colombano, il Duomo, il famosissimo Ponte Gobbo, che grazie ad un’antica leggenda viene anche chiamato “ponte del diavolo”, il Santuario della Madonna dell’Aiuto e il Museo dell’Abbazia.

Edifici stupendi e di grande valore artistico, impreziosiscono ulteriormente questa “città d’arte” dove ogni chiesa, palazzo nobiliare o semplicemente casa in pietra ha un suo interesse artistico e documentato nonché una storia antica e affascinante tutta da scoprire.

Hemingway la definì “la valle più bella del mondo” quando nel 1945 si trovò a percorrerla con l’esercito alleato. Ancora più importante la teoria di una studiosa savonese, Carla Glori, la quale sostiene che il famoso quadro della Gioconda è stato dipinto a Bobbio, è il ponte in esso raffigurato è il Ponte Gobbo.

A Bobbio ogni anno, soprattutto nel periodo estivo, vengono organizzati numerosi appuntamenti culturali, artistici o di intrattenimento.

Il più importante è il Bobbio Film Festival diretto da Marco Bellocchio. Oggi giunto alla sua quindicesima edizione, una rassegna cinematografica, della durata di 15 giorni, dei più importanti film italiani in corso che porta a Bobbio oltre ai grandi artisti del panorama cinematografico italiano, una mostra e ben due corsi di formazione: un corso di regia e un corso di critica cinematografica.

Il Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio detto anche Gobbo per l’irregolarità delle sue undici campate è uno dei simboli della città. La sua esistenza è documentata a partire dal 1196 quando un certo Anselmo de Oppica lasciava dei denari per la sua manutenzione.
Tuttavia esistono motivazioni che lo farebbero risalire ad età precolombaniana, sulla sponda destra del fiume, infatti, si svolgevano diverse attività ; vi erano ad esempio le saline del condottiero longobardo Sundrarit. Fino al XVI secolo il ponte era composto da pochi archi che raggiunsero il numero di 11 solo nel corso del secolo successivo. Il manufatto è anche conosciuto come ”Ponte del Diavolo” dalla leggenda popolare che ne racconta la creazione.
Si dice infatti che San Colombano ansioso di portare la parola di Dio alle popolazioni che vivevano sull’altra sponda del fiume accettò di stipulare un patto con il Diavolo. Quest’ultimo si impegnava a costruire un ponte in una sola notte in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Il mattino seguente sebbene con forma e arcate irregolari, dovute alla diversa altezza dei diavoli che durante la notte ne avevano sostenuto la costruzione, il ponte era terminato ed il monaco Irlandese dovette tener fede alla parola data facendo però transitare per primo un cane.

La Val Trebbia

La Val Trebbia è caratterizzata da montagne appenniniche che delineano un magnifico panorama, ricco di presenze faunistiche e floristiche di pregio, consentono di compiere piacevoli e talvolta impegnative escursioni .
Un fiume, il Trebbia, che qui scende incantevole nel suo greto sassoso, libero di creare tortuosi percorsi tanto cari ai canoisti e per la gioia dei pescatori, che qui trovano numerose specie ittiche. Acqua limpida e in alcuni tratti profonda sono la meta preferite dei bagnati.

Rinomata in passato per le sue fonti termali, oggi, è in attesa che le terme presenti vengano restaurate e riaperte.